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Come scegliere la scarpa giusta per correre?

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Passate le feste, niente di meglio che correre per bruciare le calorie in eccesso. La scelta della scarpa giusta puo’ rappresentare l’ostacolo maggiore tra la vostra attuale forma e l’imminente prova costume.

A partire dall’inizio degli anni ‘90 il design delle scarpe da corsa ha subito dei drastici cambiamenti fino a trasformarle in capolavori tecnici ed ingegneristici.
Materiali avveniristici per controllare la pronazione, sistemi di supporto per l’arco plantare e per indirizzare al meglio il piede come se fosse un freccia rossa, talloni ammortizzati per ridurre le forza di impatto con il terreno.
Nei negozi “specializzati” l’acquisto e’ preceduto da una serie di verifiche preliminari per controllare l’appoggio, scoprire il vostro peso, identificare con test su tapis roulant il vostro tipo di corsa.

Sarebbe tutto perfetto. Non fosse per il fatto che il design rivoluzionario delle scarpe, cosi’ come i sistemi venduti con l’intento di ridurre gli infortuni, si basano solo su presupposti teorici privi di riscontro scientifico e smentiti dagli studi in materia.

  • I sistemi di ammortizzazione nella scarpa non fanno altro che peggiorare lo stile di corsa, aumentare le forze di impatto che si trasmettono alle articolazioni e quindi la probabilita’ di farsi male.
  • Imprigionando il piede in sofisticati sistemi di controllo non otteniamo altro risultato che impoverire la muscolature e la capacita’ di sentire il terreno: ne perdiamo in efficacia di corsa e in performance e ne guadagniamo in probabilita’ di infortunarci.
  • Se l’ammortizzazione non ci aiuta, non ha nessun senso cambiare la scarpa ogni 700km perche’ la scarpa si “e’ scaricata”.

Leggende metropolitane ben radicate non solo tra runners e venditori (preparatissimi e con le migliori intenzioni) ma anche tra “esperti” del settore: tutti ben istruiti dalle case produttrici.
Ogni anno nel mondo si vendono piu’ di 20miliardi di scarpe e la fetta di quelle da corsa continua a crescere…

L’evoluzione delle calzature da running si e’ basata sulle regole del marketing senza prendere in minima considerazione le evidenze scientifiche.

Questo non significa che tutti debbano correre a piedi nudi o con le scarpe di cinquant’anni fa.
Il suggerimento e’ di essere molto critici con quello che vi propone la pubblicita’ per mantere il piede in salute ed evitare di farvi male correndo.
Buona corsa!

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Alcuni consigli prima di inforcare gli sci

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Vi siete già buttati alle spalle le feste natalizie, le vacanze estive sono ancora un lontano miraggio e le vostre giornate hanno ripreso a scorrere a ritmi frenetici.
La fuga domenicale su piste innevate vi sembra un’ ottima soluzione per ridurre lo stress accumulato durante la settimana. Tutto vero.

Veloci discese con l’adrenalina che scorre nelle vene alternate a risalite in seggiovia respirando a pieni polmoni l’aria frizzante della montagna ed ammirando paesaggi suggestivi sono un vero toccasana per mente e corpo provati dalle lunghe ore trascorse in ufficio, purché affrontate in modo corretto.

Se infatti lo stress cardiovascolare determinato dai continui saliscendi in pista è abbastanza limitato, quello al quale vengono sottoposti articolazioni e muscoli è decisamente significativo ed in assenza di un’ adeguata preparazione il rischio di infortuni è dietro l’angolo.

Un numero elevato di sciatori presenta dolore anteriore al ginocchio causato da uno squilibrio muscolare.

Molto frequenti sono anche gli infortuni legamentosi al ginocchio, occorsi scendendo dalle seggiovie o a seguito di cadute.

La buona notizia è che alcuni semplici accorgimenti possono bastare a ridurre notevolmente il rischio che la vostra giornata sulla neve si concluda in pronto soccorso.

Eccone alcuni.

1.La preparazione è tutto!
Un buon lavoro di potenziamento permette di affrontare meglio la fatica riducendo le probabilità di infortunio.
Preparate il fisico con affondi, squat ed esercizi di equilibrio.
L’ideale sarebbe cominciare almeno un paio di mesi prima di infilarsi gli sci ma potete iniziare anche ora: meglio tardi che mai.

2. Prendete qualche lezione
Prendere lezioni di sci non è un reato.
I consigli di un insegnante consentono di acquisire una postura più corretta ed una tecnica migliore, con conseguente riduzione dello stress sulle articolazioni e del rischio di infortuni.

3. Fate controllare l’attrezzatura
Far controllare gli attacchi degli sci è fondamentale: regolarli al meglio in base al proprio peso consente agli sci di sganciarsi facilmente in caso di caduta.

4. Concedetevi il giusto riposo
La maggior parte degli infortuni durante la settimana bianca avviene nel pomeriggio della terza giornata.
è infatti in questo momento che la stanchezza muscolare raggiunge il suo massimo

5. Limitate il consumo di bevande alcoliche
Il bombardino può aiutare ad alzare la temperatura ma riduce anche i tempi di reazione…

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Ho mal di schiena, non posso correre

facebookmailL’inverno e’ alle porte e tutti i buoni propositi agostani sono ormai un lontano ricordo.Capture+_2018-11-26-13-18-52~2

La ricerca di una valida motivazione per infilarsi le scarpe ed uscire a correre è impresa ardua. Talmente ardua che persino il vostro mental coach fresco di laurea ottenuta con due fine settimana e tre mila euro potrebbe avere delle difficolta’.

Molto piu’ semplice e’ trovare il pretesto per restare a casa dedicandosi ad una maratona televisiva.

Attenzione pero’: non tutte le scuse alle quali la coscienza si appiglia per starsene sul divano ad accumulare grasso sulle maniglie dell’amore e colesterolo nei vasi sanguigni sono valide.

All’ evergreen “con questo tempo come si fa ad uscire” si accompagna spesso l’altrettanto classico “ho mal di schiena, la corsa mi fa male”.IMG-19b29cd21e31bade37f4af2232049e40-V

Nella versione semplice o in quella upgrade “Ho un’ernia, il neurochirurgo me l’ha proibito”, qualsiasi problema alla schiena sembra la miglior scusa per scrivere la parola fine alla storia di amore mai nata fra voi e la corsa.

Chiunque sia in possesso di qualche nozione di neurofisiologia e biomeccanica (basta una ricerca in Google per essere esperti in materia) sa che nella colonna  vertebrale ci sono dei “dischi” che fungono da ammortizzatori. E, come tutti gli ammortizzatori, se sottoposti a stress ripetuti si consumano.

Poiché durante la corsa si hanno in media circa diecimila “impatti” all’ora, la conclusione parrebbe scontata.

Un recente studio ha tuttavia rivelato che chi corre ha dischi piu’ spessi ed idratati rispetto a chi non pratica la corsa, smentendo così quanti sostengono che il corpo umano sia una macchina e che impatti ripetuti sul terreno arrechino inevitabilmente danno al nostro “sistema di ammortizzazione”.

In realta’ il mal di schiena e’ un problema multifattoriale e non esistono connessioni certe tra la “qualita’ radiologica” dei dischi e il dolore.

I fattori di rischio principali per l’insorgenza e lo sviluppo del mal di schiena sono sovrappeso e obesita’: la corsa e’ il miglior metodo per perdere peso.

La sedentarieta’ puo’ al contrario causare lombalgie e cervicalgie a causa della perdita di forza dei muscoli che ci sostengono: correndo si attivano e si rinforzano anche tutti i muscoli del tronco.

Stress, ansia, depressione e mancanza di sonno sono altri fattori determinanti per il mal di schiena: l’esercizio fisico e’ uno dei modi migliori per combattere lo stress.

Archiviato dunque il mal di schiena come  scusa per non uscire a sudare in pantaloncini al freddo avete due opzioni: trovarne un’altra o … infilare le scarpe ed iniziare a correre!

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Il Business della Postura

facebookmailLa dura guerra contro “la postura scorretta” inizia in tenera età. Stai su dritto! Raddrizza quelle spalle! Siediti bene! Imperativi che felicemente accompagnano la nostra infanzia come l’aereosol e la maglietta della salute.

Già dalla scuola materna ci inculcano il timore che incurvarsi con la schiena sia la causa di tutti i mali che ci affliggeranno nel lungo cammin di nostra vita, dalla cervicalgia alle vene varicose passando per intestino pigro, gastrite e difficoltà respiratorie.

Una moltitudine di medici e colleghi punta il dito verso asimmetrie di bacino, occlusioni dentali non corrette, dismetrie di arti inferiori, appoggi del piede anomali, rei di pregiudicare la postura e quindi provocare ogni genere di problema compreso tra la cefalea e l’alluce valgo.

Nei luoghi di lavoro, promettendoci livelli ottimali di efficienza e produttività, ci propinano sedie ergonomiche e avveniristiche scrivanie. Un business miliardario costruito sull’illusione di poter contrastare lombalgie cervicalgie e crampi dello scrivano.

Nelle palestre non si contano più i corsi di correzione posturale e consapevolezza corporea, che promettono la definitiva eliminazione di ogni dolore e malanno.43879063_10215744923569815_1711909634165440512_o

Ma esiste davvero una relazione causale tra fattori posturali inclusa la forma delle curve della schiena, la posizione del bacino e altre asimmetrie con lo sviluppo dei dolori muscoloscheletrici?
Una gamba più lunga dell’altra e/o un bacino antiverso ci può far venire il mal di schiena? La previsione è valida tanto quanto quella che dovremmo morire visto che il 95% della popolazione proverà il mal di schiena sia in presenza che in assenza di asimmetrie.

Come ci sediamo incide sui problemi alle spalle? Come mastichiamo può avere qualche importanza per il nostro collo?Assolutamente no stando alle pubblicazioni scientifiche sull’argomento.

Ma la moda e il marketing non seguono le stesse regole della ricerca scientifica… Puntare il dito contro la forma della sedia o l’angolo dello schermo del pc è tanto dannoso quanto attribuire al peso della cartella responsabilità per danni alla colonna.

L’effetto è l’idea sbagliata e distorta che la schiena sia per natura debole e che tutti i nostri mali dipendano da fattori esterni (correggibili magari con una manipolazione, bite dentali o plantari).

Per quanto suggestivo ed affascinante sia credere che la semplice correzione di asimmetrie risolva ogni problema, occorre tuttavia prendere atto che il corpo umano non è purtroppo (o per fortuna) una macchina e il dolore ha una moltitudine di componenti.

Stare seduti con la schiena flessa va benissimo, l’importante è non starci troppo a lungo. Il problema di postura non è infatti il “come” ma il “quanto” si mantiene una posizione. Una vita troppo sedentaria non è salutare e lo stesso vale per la colonna vertebrale.

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Per i più comuni problemi muscoloscheletrici invece che concentrarsi troppo su posizioni di lavoro e asimmetrie corporee si dovrebbero investire più energie ad esempio su: stress, tipo e quantità di sonno, stile di vita e alimentazione, quantità di attività fisica, false credenze che abbiamo riguardo al nostro corpo e ai nostri dolori.

Sprofondate pure nella vostra poltrona!facebookmail

Resegup. I 10 comandamenti.

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2 giugno 2018…il capologuogo manzoniano è pronto per accogliere l’evento dell’anno: la Resegup!

Secondo al matrimonio di Meghan ed Harry solo per ordine temporale ma non certo per importanza. 600 invitati  al Royal Wedding mentre a Lecco si raddoppia: pronti a sfilare ben 1200 aspiranti reseguppers.

Come ogni evento ufficiale che si rispetti, esistono alcune regole fondamentali che devono essere rispettate per scongiurare pericolose cadute. Non solo di stile.

Via con i 10 comandamenti del resegupper:

1. Concediti qualche giorno di riposo.
La preparazione è conclusa. Sono mesi che ti cimenti in simulazioni di ogni genere, studi le migliori traiettorie, conosci tutti i segreti della discesa dalla Sponda. Qualche giorno di scarico prima del grande giorno non potra’ che giovare alla tua performance e regalarti un viso riposato a prova di social.

2. Evita un carboloading che farebbe impallidire il catering di un matrimonio calabro-valtellinese.
E’ vero che la gara lunga ed il percorso impegnativo ti consentiranno di innalzare  leggermente la media del consumo calorico su garmin connect. Ma strafogarsi di melanzane alla parmigiana o di fritti misti nei giorni precedenti è controindicato per una buona riuscita della prestazione.

3. Resta concentrato e controlla sempre dove metti i piedi.

Anche i sassi rotolano in discesa, ma i sassi non si fanno male. Tu invece si’, e pure parecchio. Soprattutto in discesa anche la minima disattenzione può essere fatale. Ok ad un approccio grintoso ma con la giusta attenzione.

4. Presta attenzione ai dettagli che possono fare la differenza.

Ad esempio due cerottini sui capezzoli ti eviteranno di arrivare in piazza Cermenati con la canottiera madida di sangue: effetto via Crucis sicuramente molto scenografico ma anche piuttosto doloroso.

5. Liberati dalle sindrome da meteo.

Hai scelto di correre a Lecco il primo sabato di giugno. Se volevi il freddo potevi scegliere la North Pole Marathon. E per diventare resegupper è inevitabile raggiungere la vetta del Resegone: 1600 metri in più di altitudine e diversi Pascal in meno.
La temperatura cambia, fattene una ragione!


  1. Bevi solo quando hai sete.

Stai partecipando ad una sky race non a un torneo di beer pong… Un’insufficiente idratazione potrà pregiudicare la buona riuscita della gara. Ma ingerire più liquidi di quanti il tuo corpo ne richieda può essere rischioso: non aiuterà a sopportare meglio il caldo e potrebbe creare irritanti disturbi tra i quali l’arresto cardiaco. (Googlare iponatriemia per saperne di piu’).

7. Presta attenzione all’abbigliamento e agli accessori.

Fotografi, amici e tifosi faranno a gara per immortalarti in ogni dove; i social saranno invasi dalle foto delle tue epiche gesta. L’outfit giusto non ti garantirà il gradino più alto del podio. Ma sicuramente qualche like in più sulla tua pagina Facebook o sul profilo instagram.

8. Dosa bene le energie.

Nonostante le innumerevoli prove e le promesse di una partenza cauta, l’adrenalina da pettorale espone sempre al rischio di partire come per un 1000 in pista. Se vuoi evitare di ritrovarti sulla prima scalinata di Malnago sfinito e già con l’idea di ritentare il prossimo anno, ricordati che non sei Bolt in corso Matteotti.

9. Non correre con scarpe nuove.
Certo può essere molto cool presentarsi ai nastri di partenza con ai piedi il modello di punta della collezione estate 2019 messo in vendita proprio il giorno prima della gara. Ma il colorino blu delle unghie o il rosso delle vesciche può essere molto molto meno trendy e decisamente più doloroso.

10. Sorridi sempre. E’ da un anno che l’aspetti ed ora sei pronto a partire, è la tua
Resegup: goditela fino in fondo!


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Cuscino si’ cuscino no?

facebookmail Dormire è uno dei più grandi piaceri della vita: visto da dietro le palpebre il mondo è piacevole (forse perché non lo vedi), lo si fa vestiti comodi, ci si gode il durante e pure il dopo (perché si è belli riposati), è pure gratis.

La ricerca del cuscino perfetto può rappresentare però un ostacolo al raggiungimento della felicità.
Ma per un buon sonno il cuscino è davvero indispensabile?

Guardando tutte quelle pubblicità che presentano il cuscino come alleato di testa e collo, nemico dei dolori e dei disturbi posturali, garante della respirazione e della colonna, la risposta non potrebbe che essere affermativa.

La conclusione è invece ben diversa se si abbandonano le strategie di marketing studiate per convincerci che la salute possa essere garantita solo da un supporto esterno.

Come i nostri piedi non sono in grado di  sostenere in modo corretto il corpo senza scarpe iper ammortizzate o plantari realizzati con tecnologie avanzate così la colonna necessita del miglior cuscino che garantisca un adeguato supporto. Nulla di più falso!

Da bambini possiamo cadere nelle braccia di Morfeo ovunque e senza cuscini. Il corpo da giovane è molto resistente e adattabile ma con il passare del tempo perdiamo queste abilità.

Siamo condizionati a credere che ci serva un ottimo supporto per avere un sonno migliore e se ci svegliamo con il dolore e non riposati pensiamo subito di cambiare materasso o cuscino per prenderne uno più costoso. Questo non significa che da stasera dovete liberarvi del vostro cuscino!

Un corpo sano è sicuramente un corpo adattabile, capace di dormire bene ovunque la testa sia, ma per riuscire occorre allenamento.

Anni di sonno con la testa appoggiata al cuscino hanno alterato la resistenza e la sensibilità del nostro collo proprio come l’uso costante delle scarpe ha causato una diminuzione della mobilità, della forza e della adattabilità del piede.

I cuscini  hanno dunque  la stessa funzione delle scarpe ammortizzate e dei plantari.
Come questi ultimi contrastano la debolezza creata dall’indossare le scarpe, così il cuscino sostiene la posizione del corpo alla quale ci siamo abituati facendone uso.facebookmail

Correre (e sgrassare). Tra miti e realta’

facebookmailSorpassati bagordi natalizi e abbuffate di tutte le feste restano in gara a punirti solo i sensi di colpa e i centimetri di troppo sul giro vita.

Cosa c’e’ di meglio per sgrassarsi la coscienza di una sana e bella corsetta?
Pronti, via! Tra i vari buoni propositi del nuovo anno il più gettonato è dimagrire.Sul fatto che tra le varie attività per perdere peso nulla batta il running non esistono dubbi: lo si trova scritto su Cosmopolitan e Vanity Fair!

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E così per il risparmio di tempo. Correre, a differenza del calcetto, ha il vantaggio di non farti perdere ore su whatsapp per trovare un portiere. Basta infilare le scarpette e sei pronto per macinare chilometri.

Per ritardare il tuo tentativo di suicidio, una veloce lista di credenze errate legate alla corsa.

1.Stretching. Allungarsi prima di correre è un buon modo per scaldarsi e diminuire così il rischio di infortuni.
FALSO
E’ esattamente il contrario: lo stretching prima dell’attività favorisce gli infortuni muscolari. Per prepararsi alla corsa molto meglio camminare a passo svelto o fare del jogging leggero

2. Scarpe ben ammortizzate sono indispensabili per una migliore protezione. Una maggiore ammortizzazione e complessi sistemi di controllo nella scarpa permettono di ridurre i carichi della corsa.
FALSO
E’ correndo a piedi nudi o con delle calzature molto leggere che il corpo sviluppa abilità biomeccaniche e meccanismi di protezione molto efficaci per ridurre gli impatti.
Al contrario, tecnologici e costosi materiali “shock absorbing” portano ad una corsa più pesante che facilita gli infortuni (con buona pace di venditori e tecnici del marketing).

3. Barefoot/ natural run paleorunning et similaria. Correre a piedi nudi o con scarpe “minimaliste” è la soluzione per non avere più problemi.
FALSO
Sicuramente è sensato nei bambini e in chi non ha mai corso. In chi invece ha un piede già abituato ad una corsa con un tipo di calzatura la transizione verso modelli più leggeri deve essere molto graduale.

4. Lunghi periodi di riposo. Correre non più di due / tre volte alla settimana mette al riparo da infortuni.
FALSO
Il corpo umano ha straordinarie capacita’ di adattamento: meglio piccoli stress frequenti che grossi carichi diradati nel tempo. Per semplificare: in ottica di prevenzione infortuni sei uscite da trenta minuti sono molto meglio di tre da un’ora.
Nei programmi di allenamento, sia per neofiti sia per persone già abituate al running, è meglio prevedere dalle quattro alle sei sessioni per settimana.

5. Ginocchia. Chi corre è più soggetto ad artrosi alle ginocchia rispetto a chi non corre.
FALSO
La corsa a piedi è protettiva: sotto il carico e con l’azione muscolare le cartilagini si rinvigoriscono.
Se sono già presenti segni di usura e’ dimostrato che svolgendo un certo numero di allenamenti a settimana, i dolori vengono percepiti come meno intensi e si contrasta l’invecchiamento articolare.

6. Sovrappeso. Con i suoi carichi la corsa non e’ adatta per le persone “pesanti”.
FALSO
Chiunque sia in grado di camminare per 20 minuti continuativi e’ in grado anche di iniziare a correre.
Alternare pochi secondi di corsa a qualche minuto di camminata può essere un buon inizio.
Uno degli errori più frequenti è volere fare troppo, troppo in fretta. L’importante è essere graduali e rispettare il proprio corpo.

E visto che la vita non deve essere una corsa, concedergli il tempo necessario per adattarsi a nuovi stimoli.imagesfacebookmail

Qual è la scarpa ideale per un bambino

facebookmailUna vecchia pubblicità recitava: “Il burro è buono e ti fa bene. Il burro è scivoloso, lubrifica vene e arterie. Ecco perché dobbiamo mangiarne il più possibile!”.burrobuonoescivoloso

Potere del mercato, delle sue proposte e dei suoi slogan accattivanti. Ci hanno fatto credere che il burro sia un alleato del benessere cardiovascolare così come a pensare che i piedi dei nostri bambini necessitino di scarpe rigide, rialzate, ammortizzate e costose per il corretto sviluppo neuromotorio.

Con buona pace di multinazionali e piccole aziende camminare a piedi nudi resta invece la scelta migliore per il corretto sviluppo del bambino.
I muscoli si allenano e si rinforzano. Il cervello, elaborando senza filtri le informazioni che arrivano dal terreno, sviluppa
strategie per un corretto sviluppo neuromotorio. Il risultato è una camminata naturale che permette di evitare rigidità che potrebbero
determinare l’insorgere di infortuni nell’adolescenza e nell’età adulta.

23795561_10213209152377120_4811409865326104851_nIl mercato pubblicitario induce molti genitori a far indossare scarpe ai figli ancora prima che siano in grado di camminare, nel convincimento di correggere e/o prevenire anomalie e deformità ossee e muscolari.
Nulla di più sbagliato.
Costringere i piedi in strutture rigide limita infatti gravemente la crescita e il movimento articolare, con l’effetto di favorire invece che prevenire l’insorgere di deformità’ come ad esempio l’alluce valgo.

Che senso ha mettere delle correzioni ancora prima che si sviluppino dei problemi?

Le scarpe non devono essere utilizzate per creare patologie inesistenti (anche se creare malati e malattie è un formidabile business). Innegabile tuttavia che vi sono ragioni (non solo sociali) che ne rendono necessario l’uso: la protezione dal freddo ed il riparo da tagli ed infezioni non altrimenti evitabili.

Per rispondere a queste necessità, senza interferire negativamente con la salute del bambino, la scarpa ideale è:
● Confortevole, larga a sufficienza e realizzata con materiali morbidi, al fine di lasciare il piede libero di muoversi e di irrobustirsi.

● Conforme alla struttura del piede: poiché il piede e’ più largo alla fine delle dita la scarpa dovrebbe rispettare questa forma, onde prevenire la spinta verso un alluce valgo.

● Priva di supporto per l’arco plantare: tutti i bambini hanno, nei primi anni di vita, un cuscinetto di grasso che ricopre l’arco plantare, che fa sembrare il piede piatto. In realtà l’arco plantare si sviluppa con la crescita, in base ai fattori genetici ed alle stimolazioni che il piede riceve. Un supporto esterno come un plantare o una scarpa con supporto impedirà all’arco di formarsi (e il piede resterà piatto).

● Piatta: non ha nessuna utilità mettere un tacco ai bambini così come posizionare il piede in discesa, sollevando la parte posteriore.

● Flessibile e leggera: garantire protezione ma permettere di percepire le sensazioni trasmesse dal terreno e neutralizzare in modo naturale (con il soli ausilio dei propri muscoli) le forze di reazione che arrivano al corpo ad ogni impatto con il suolo.

● Senza ammortizzazione né cuscinetti nel tallone per assorbire gli urti – in questo modo il piede, a contatto con il suolo, svilupperà meccanismi di protezione naturale durante la corsa e la camminata…

Se in alcune situazioni può essere vero che chi più spende meno spende, in altre spendere poco o nulla offre molti più vantaggi di quanto si possa immaginarefacebookmail

Bambini e sport, giocare per vincere

facebookmailSettembre è iniziat­o.

Per i bamb­ini finiscono le interm­inabili giornate est­ive.

Per i genitori inizia­no le consuete parti­te a tetris tra scuo­la, lezioni di music­a, catechismo, nuoto, danza, atlet­ica, twirling,equitazione, pallav­olo, calcio, basket e chi più ne ha più ne metta.

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Ed immancabile nei gruppi Whatsapp “cla­sse nx” il mare magn­um dei dubbi di mamme e papa’: Sport si o no? Se si qual e’ il migliore? Ogni quanto va fatto? Il nuoto certo fa bene alla schiena, i tuffi però sono pericolosis­simi e poi il mio Sig­ismondo ha l’otite cronica. Meglio il tennis . No il tennis non va bene…crea dissim­etrie. Gli sport di squadra aiutano la socializzazione ma la partita tutti i sabati e’ un bell’impe­gno…
Abbandonare il gruppo o silenziare la chat per il successivo triennio e’ una buona opzione.

Meglio pero’ prestare attenzione a quello che ci dicono i dati certi:

L’Organizzazione Mo­ndiale Della Sanit­a’ raccomanda ai bam­bi­ni ed ai ragazzi di età inferiore ai 18 anni di svolgere alm­eno 60 minuti di att­ivita’ fisica al gio­rno. La ma­nca­nza di movimento è uno dei principali fa­ttori di rischio per la salute, con pesa­nti ripercussioni an­che  in età adulta (per esempio asse­nteismo dal lav­oro per problemi muscoloscheletrici, aggravio di cos­ti per il sistema sa­ni­tario, patologie cardiache, diabete…).
Le statistiche rive­lano tuttavia che so­lo il 34% degli adol­escenti europei di età compresa tra 13 e 15 anni tiene una condotta conforme alle linee guida det­ta­te dall’OMS, con il risultato che in tal­uni paesi europei quasi il 50% dei bambini di otto anni di età ha problemi di sovra­p­peso e oltre il 25% è obeso.
I livelli di attivi­tà fisica presentano un signi­ficativo e preoccupante calo tra gli undici e i qu­indici anni di età, sopra­ttutto tra le ragazz­e.


Il sistema scolasti­co non favorisce cer­to il corretto svolg­­imento dello sport. L’educazione fisica e’ limitata ad un mass­imo di due ore a set­timana e non ma­ncano insegnanti che scon­sigliano vivam­ente lo svolgimento di att­ivita’ extr­ascolastiche, respon­sabili di sottrarre tempo prezi­oso a com­piti e rip­oso.

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Al problema di trov­are il tempo per fare sport dopo la scuo­la si aggiunge l alt­rettanto grave probl­ema di come farlo.
Da fisioterapista mi imbatto sempre piu’ di frequente in ba­mbini affetti da “do­lori di crescita” o infortunati poiche’ spinti a praticare un solo sport troppo presto e con troppo agonismo.
Nella società attua­l­e, che impone di pri­meggiare ed eccel­ler­e, troppo spesso l’attività spor­tiva del bambino non è finalizzata al suo divertimento ed alla sua crescita ma alla ricerca della pr­estazione ed all’­ind­ividuazione di abili­ta’ sportive sp­ecifi­che.
La “specializzazion­­e” e’ ormai la rego­l­a’ : i bambini gia’ a 5 anni praticano un solo sport, al mas­simo due,  rigoro­samente con la super­visione di un adulto alla ri­cerca di un nuovo ca­mpione.
Il loro bagaglio mo­tor­io sarà di conse­guenza ristretto. La ricerca scientifica dimostra che la sp­ecializzazione preco­ce dei bambini causa infortuni da sovrac­carico e contribuisce al “burnout”,  non facilitandone anzi pregiudicandone futu­ri successi sportivi.
Al contrario meno dolori si hanno da pi­ccoli  minore sarà il rischio di incorre­re in  infortuni in età adulta, con cons­eguente incremento delle probabilita’ di diventare  buoni at­leti.  

kids-and-sportsLasciate dunq­ue che i bambini res­tino bambini, asseco­­ndatene la curiosit­à, consenti­te loro di correre in un pra­to o di giocare a pa­lla in cortile invece di lasciare che tr­ascorrano  ore davan­ti a smartphone e ta­blet.
Così facendo non ga­rantirete forse ai vostri figli la convo­cazione per le Olimp­iadi  di Parigi 2024 o Los Angeles 2028, ma ne agevolerete di sicuro divertimento e passione per lo sport!
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Giir di mont, istruzioni per l’uso

facebookmailPartenza04-mod6 agosto! Le tanto sospirate ferie sono arrivate: Cielo blu, lettino, rivista az­zeraneuroni e bibita ghiacciata…Traghetto per la Sardegna? A1 per la toscana? Volo per la Grecia? No! Nel 2017 la destinazione non che può essere #roadtopremana #wmrc2017 #premana2017 E via con il Giir di Mont! Nota competizione premanese che quest’anno mette in palio niente meno che il titolo di campione del mondo di corsa in montagna.

E così tra verdi pa­scoli, un titolo iri­dato e  caprette che fanno ciao, saranno davvero in tanti gli skyrunners veri o sedicenti tali che si presenteranno ai nastri di partenza.10491087_474408926029962_4700748377358699356_n

Obiettivi: cogliere un’ imperdibile occasione per an­nientare 5000 cal, preparandosi con largo anticipo ai bagordi natalizi, ma sopra­ttutto reperire materiale acchiappal­ike da ostentare sui propri profili soci­al.

10527831_474397026031152_4371684498495581336_nAccanto agli atleti professionisti pron­ti a tutto per aggiu­dicarsi il titolo non mancheranno:

  • l’improvvisato, alla ricerca di nuovi stimoli dopo aver vinto per vari anni il titolo di mig­lior bevitore del bar sottocasa;
  • la fash­ionrunnerannoiata dell’ennesima cover per la stramilano e bisognosa di rinnovare la foto profilo di Facebook e Whatsapp con uno sfondo che non sia il red carpet dell arena civica;
  • il meticoloso, che ha iniziato a gennaio la preparazione e conosce il percorso gara molto meglio di quello per andare al lavoro. Ha già monitorato vari siti meteo per fron­teggiare al meglio ogni evento atmosferi­co;
  • il recidivo, che ha preso parte a tu­tte le edizioni prec­edenti ed elargisce consigli ed aneddoti;
  • il tecnologico ipe­raccessoriato: telec­amera e GPS munito per post­are in real time la propria prestazione su Facebook  e lamentarsi per il percorso almeno 40 metri più lungo del dichiarato.

Un’ allegra compagn­ia di almeno un migl­iaio di corridori va­riopinti che colorerà le  mulattiere e sentieri che collega­no Premana e i suoi alpeggi.10371596_474401436030711_3847144824813626805_n

Davanti a tutti il campione e la campionessa del mondo di corsa in montagna. Equivale­nte podistico del pr­imo posto alle olimp­iadi di matematica del liceo: titolo non per tutti ma con un suo innegabile fa­scino!
Dietro i tanti nostri eroi social pronti a raccogliere applausi e incitamenti. Comunque vada per loro sarà un successo.

Ma qualche suggerimento per arrivare al meglio al via non è sprecato.
Sia che vi stiate preparando da gennaio sia che vi siate decisi quasi all’ultimo ci sono alcuni comportamenti pre-gara che è consigliabile tenere ed altri che è buona cosa evitare.10543643_474398832697638_1319308545978192048_n

  • Evitate di ingurgitare acqua o altri liquidi come se foste all’oktoberfest. Bevete quando e perché avete sete e non perché ve l’hanno offerto.
  • Evitate di provare il percorso il giorno prima: a fronte di alcune migliorie nelle vostre traiettorie potreste ritrovarvi con un fastidioso mal di gambe.
  • Evitate fritti e polenta uncia la sera prima: non sono gli alimenti migliori per rifinire il carboloading.
  • Ricordatevi di mettere in carica GPS telecamerine e giocattolini vari.
  • Preparate il vostro zaino con i cambi come se doveste partire per una spedizione su un 8000.
  • Assolutamente preferibile ritirare il pettorale al sabato in modo da avere tutto il tempo per postare su Instagram la foto della propria divisa con il numero. Sotto la vostra frase di rito a metà tra mandela e Gandhi oppure a metà tra Fabrizio Corona  e Rocco Siffredi non potrete che raccogliere incitamenti e apprezzamenti da vero super eroe.
  • Caldamente consigliato adempiere ai propri doveri coniugali anche la sera prima del campionato del mondo. Per lei è stato ripetutamente dimostrato un miglioramento della prestazione. Ma anche per lui, poter rientrare in casa la domenica sera ha indubbiamente molteplici vantaggi.10394577_474406209363567_8157720339040913383_n

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