Denti e postura, medical business?

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Per natura umana siamo portati ad inseguire i miracoli. Soprattutto se si parla di salute siamo disposti a crederci e a pagare (caro) chi ce li promette.

Tra i miracoli più gettonati, pubblicizzati e mercificati in ambito medico troviamo: “fai attenzione alla tua masticazione se vuoi risolvere i tuoi dolori al collo” (oppure alla schiena o alla testa, o per migliorare le performances sportive).

L’associazione tra occlusione e postura costituisce la motivazione per terapie con le quali si tenta di risolvere i “problemi posturali” attraverso cambiamenti della simmetria dei denti. Si tratta di terapie  invasive e che spesso provocano altri problemi e dolori cronici da cui è poi difficile uscire. Stando alle linee guida internazionali e al buon senso si dovrebbero evitare terapie inutili e non indicate.

Esiste una relazione tra occlusione dentale, postura e dolore muscoloscheletrico?

Il sistema posturale è un sistema integrato di informazioni che arrivano dal sistema visivo, dal sistema vestibolare e dal sistema di propriocezione (muscolatura dei meccano-recettori della nuca, del collo e anche dei piedi). Un sistema molto complesso che non può essere ridotto al cambiamento di posizione di alcuni denti. In diversi studi si evidenzia una relazione tra dolori oro-facciali, posizione della testa e muscolatura del collo ma queste relazioni non sono chiare e soprattutto non hanno nessuna rilevanza clinica.

Avere una curva che differisce dalla normalita’ rappresenta un problema? Quale e’ la normalita’?

La medicina ha fatto passi da gigante negli ultimi anni: infatti ha saputo inventare tante nuove malattie. Semplicemente abbassando i valori di “normalità” di colesterolo e glicemia si sono creati tanti nuovi malati e si e’ potuta incrementare la vendita di molti farmaci.

Pedane stabilometriche, baropodometrie elettroniche e sofisticati sistemi di analisi della corsa e della masticazione. Sempre piu’ di moda e venduti soprattutto ai bambini per trovare una qualche forma di “anormalità”. Ma queste “diversità” possono essere considerate delle “patologie”?

La mercificazione medica ha tra i suoi fondamenti l’errore di giustificare la terapia con il successo della terapia stessa: correggo un’occlusione e scompare un dolore e si conclude che la correzione dell’occlusione era eziologicamente corretta. Ma il successo di una terapia non può portare a concludere che la terapia sia giusta.

Le terapie di diversi problemi muscoloscheletrici non sono specifiche: gli studi dimostrano che qualsiasi terapia utilizziamo porta un miglioramento del dolore. Questo è dovuto tra l’altro al fatto che spesso il dolore muscolo scheletrico si risolve spontaneamente.

Esami diagnostici inutili, alla ricerca di dismorfismi senza significato al fine di mettere in atto terapie per disturbi che scomparirebbero anche senza essere trattati.

Terapie ben pubblicizzate e vendute a caro prezzo hanno qualcosa in comune che spiega il loro successo e non ha nulla a che vedere con l’occlusione: la remissione spontanea del dolore, l’informazione ed educazione che si dà al paziente e l’effetto placebo.

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